Un saggio autorevole e dettagliato che affronta il rapporto tra politica e magistratura nel corso della Prima Repubblica. Attraverso l’analisi di alcuni processi fondamentali nella storia del Paese, Carmelo Conte, politico e avvocato, tenta di sciogliere la matassa di un dibattito troppo spesso opacizzato dalle posizioni avverse: nel loro svolgimento, questi processi sono stati rispettosi del principio della separazione dei poteri? Sono stati espressione della cultura giudiziaria o delle tendenze politiche e ideologiche del tempo? Passando per Pasolini, gli anni di piombo, il fenomeno mafioso, la frattura tra Nord e Sud, Conte riflette sul significato del concetto di «potere» e ricostruisce la storia della magistratura dal 1946 fino ai nostri giorni.
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