Ritratto di donna in fuga dalla malattia

di Fulvio Panzeri

Fonte: L'Avvenire - 24/11/2017

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Tra paesaggi urbani e notazioni della quotidianità contemporanea, "La pura carne" di Emmanuele Bianco ci offre una convincente figura femminile in cerca di sé e della salvezza Milanese di nascita, classe 1983, Emmanuele Bianco ritorna al romanzo ad alcuni anni dall'esordio con Tiratori scelti (2010), che aveva ottenuto un buon riscontro di critica, soprattutto per il taglio naturale e per nulla convenzionale con cui era affrontato il tema delle periferie e della "gioventù bruciata" dei nostri anni. Nel nuovo La pura carne sorprende la capacità di raccontare la storia di una donna, Emma, e la verità del suo essere nel mondo, messa in crisi da situazioni che minano al fondo ogni sua sicurezza e la portano a scelte azzardate ma anche determinate con estrema fermezza, quasi il suo fosse un inseguimento verso l'imprevedibile, verso un un destino inafferrabile e già segnato. Bianco conduce la narrazione rimanendo su un tono basso, quotidiano, di assoluta normalità che riesce a rendere ancor più intensa la storia, che in questo modo evita ogni eccesso di sentimentalismo rispetto al tema del dolore, qui percepito in tutto il suo strazio, ma come attutito.


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