Oh Milano io ti ammazzerò

di GIORGIO VASTA

Fonte: La Repubblica, ROBINSON - 20/05/2018

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Pubblicato per la prima volta nel 1963, a lungo fuori catalogo e adesso riproposto da Baldini+Castoldi, Tirar mattina di Umberto Simonetta - scrittore, autore teatrale e televisivo, nato a Milano nel '26 e scomparso vent'anni fa - è il racconto picaresco di una peregrinazione notturna lungo le strade di una Milano scabra e rugginosa, vecchissima e ancora tutta in potenza. Aldino - trentatré anni, un abbaino scalcinato a Porta Genova, in passato rappresentante di elettrodomestici, poi ruffiano, un grumo di italianità di cui fanno parte l'acutezza e il qualunquismo, la spacconeria, il razzismo, la vulnerabilità - attraversa la città e la osserva sotto la pioggia battente a bordo del suo alfone, penetra nella penombra e poi nel buio, vaga e divaga, si ferma in un bar, in un altro, sa che sarebbe bene ritirarsi ma non c'è modo, l'impulso all'andirivieni è troppo forte, e allora c'è un altro viale, un'altra curva, altri tiratardi da incontrare, uno sbarbato con cui chiacchierare, una prostituta con cui negoziare, un locale ancora aperto dove mangiarsi una bistecca grassa e bere un grappino: così, semplicemente, disperatamente, per stirare il tempo e renderlo un presente che non si esaurisce mai; consapevole che, al di là di questa soglia che è la notte milanese, alle 7 del mattino gli toccherà presentarsi all'autorimessa per cominciare il suo primo giorno da garagista, "cinquantamila al mese, più le mance", Aldino l'ha promesso alla fidanzata, Lina, e comunque ha ormai trentatré anni, e se anche la prospettiva di farla finita con la notte i giri i bar gli fa precipitare addosso uno "spavento vuoto".


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