Le belle favole della destra «nuova» E le loro brutte fini

di Stenio Solinas

Fonte: Il Giornale - 11/09/2015

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Il romanzo «Nessuna croce manca» di Angelo Mellone racconta speranze e disillusioni dei giovani militanti che hanno fondato An. E poi si sono «persi» CONTESTO La Prima repubblica si stava sgretolando Tutto sembrava possibile

In una Taranto fine anni Ottanta, tutta ruggine e ossa, quattro liceali scoprono la politica a destra. C'è ancora il Movimento sociale italiano, un fuoco fatuo, più che un partito, ma da ragazzi, si sa, non si guarda troppo per il sottile e spesso fare politica è più una febbre a quaranta che un ragionamento: di solito ci pensa il tempo a curarla, eccezion fatta per i malati di professione. Del resto, il Msi dell'epoca è a basso tasso di carrierismo: conta poco o nulla nel panorama nazionale, è tenuto ai margini della cosiddetta società civile, si crogiola in un neo o post fascismo velleitario e a suo modo romantico, una nostalgia rimasticata, insomma, che sembra preservare i suoi adepti da ogni lusinga del potere. Tutt'al più, per i professionisti di cui sopra, è ancora possibile qualche interstizio della politica politicante, dalle circoscrizioni ai comuni, dalle province alle regioni, al parlamento nazionale, la piccola greppia della partitocrazia dove alla fine c'è posto per tutti, impresentabili compresi.


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