Quando lavori senza saperlo

di Rossana Campisi

Fonte: Donna Moderna - 06/09/2017

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Mobili da montare, viaggi decisi al pc, home banking. Ogni giorno svolgiamo attività che qualcuno, pagato, faceva per noi. Ma chi ne beneficia e chi ci perde davvero? Facciamo benzina al self service, usiamo le casse automatiche per poi imbustare la spesa al supermercato, disponiamo bonifici online, organizziamo le vacanze al pc, ci montiamo i mobili. Sono tutti i lavori che, sommati all'unico che pensiamo di fare ogni giorno, svolgiamo senza sosta, in modo gratuito e senza rendercene conto. E pensare che un tempo erano affidati a impiegati retribuiti per far questo, ci ricorda Craig Lambert, sociologo americano, in Il lavoro ombra (vedere box a destra), una guida al flusso ininterrotto di attività che apparentemente ci facilitano la vita ma in realtà ci rendono più indaffarati e stressati. Esserne consapevoli, conclude Lambert, è il primo passo per disintossicarci. «Gli effetti sono molto soggettivi e non sempre negativi» precisa Emmanuele Massagli, presidente del centro studi Adapt e docente di Pedagogia del lavoro all'università di Bergamo. «Nel mondo bancario, il più colpito, in 15 anni hanno perso il posto 75.000 italiani a causa dell'home banking.


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