Siamo la maggiore potenza culturale. Ma non lo sappiamo

di Vittorio Sgarbi

Fonte: Il Giornale - 26/08/2017

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Michelangelo è ammirato dai cristiani come dai musulmani come dagli induisti, perché essi vedono nelle sue opere qualcosa che corrisponde non alla loro religione, alla loro visione del mondo, bensì a qualcosa che sta più sopra, che sta più in alto e, allo stesso tempo, è loro più intimo. Allora mi è sembrato che la parola Rinascimento meritasse di sostituire quelli che un tempo erano riferimenti di appartenenza ideologica: liberale, socialista, comunista. Culture perdute, culture dimenticate, culture cancellate, umiliate. Ma come potremmo umiliare il Rinascimento? Come potremmo non pensare che lì abbiamo la potenza dell'Italia davanti al mondo? Non c'è un potente che non entri e non si meravigli in quel Vaticano che è il punto massimo di espressione della civiltà umana. L'Italia è la prima potenza culturale del mondo, eppure ha una classe politica che ne è totalmente inconsapevole, incapace di capire che il nostro futuro si deve giocare nel patrimonio artistico, ed è lì che bisogna investire. Da tempo ho in mente un ministero del Tesoro dei Beni culturali, che dia il senso di cos'è il Tesoro, del fatto che gli Uffizi non valgono meno della Volkswagen (...). Se non capiamo questo, il nostro destino sarà sempre quello di essere gli ultimi quando siamo i primi: ecco perché ho ritenuto di caricare di valori questa idea di un progetto politico. Senza paura, e anzi con il coraggio che quelle grandezze mi danno.


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