Il liceo, lo stadio, le idee di destra E il destino di nascere a Taranto

di Aldo Cazzullo

Fonte: Corriere della Sera - 30/10/2015

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L'esergo è un verso di Massimo Morsello, il «De Gregori nero», il cantautore che con Roberto Fiore fondò Forza Nuova prima di morire a Londra a 43 anni: «Entrammo nella vita dalla porta sbagliata in un tempo vigliacco con la faccia sudata».
Angelo Mellone è del 1973: appartiene a una generazione che ha vissuto la parte conclusiva del tempo della politica, ha fatto in tempo a sognarne brevemente il sogno e a viverne a lungo la disillusione. E Mellone è di Taranto: una delle città più affascinanti - con i due mari e il ponte girevole - e neglette d'Italia; duecentomila abitanti, più di Brescia o di Parma, inchiodati alla tragedia dell'Ilva.

Il titolo ungarettiano del primo romanzo di Mellone, Nessuna croce manca, evoca una serie di sconfitte. L'autore rivendica la propria storia di destra, la militanza nel Movimento sociale, l'apparente grande vittoria sul fronte avverso legata al crollo del Muro di Berlino, le monetine contro Craxi all'uscita del Raphael, l'ascesa della leadership di Fini con la candidatura al Campidoglio del 1993, lo scontro al congresso di Fiuggi in cui la storia della destra italiana si biforca lungo due sentieri - l'approdo al governo e l'utopia della rifondazione missina - che si riveleranno entrambi due binari morti della storia.


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