Fausto Brizzi: Porto in teatro la favola di Faletti senza lieto fine

di Fausto Brizzi

Fonte: TTL La Stampa - 30/09/2017

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Giorgio Faletti non è uno scrittore, non è un cantautore, non è un attore, un comico, un pilota di rally, un cuoco e nessuno dei mille altri mestieri e hobby che ha praticato con invidiabile e invidiato successo. Giorgio è un esempio. Un buon esempio. In questo pianeta che pullula di cattivi e pessimi esempi, Giorgio è (non era, è) l'esempio da seguire per tutti quelli che vogliono intraprendere un'arte qualsiasi. Giorgio era uno che si alzava presto al mattino e lavorava, un verbo piuttosto fuori moda nella nostra Repubblichetta fondata, in linea sempre più teorica, proprio su questo. Giorgio si impegnava a fondo per fare del suo meglio, con dedizione e forza di volontà. Ma non era la competizione del mondo dello spettacolo ad attirarlo, piuttosto la curiosità effervescente di un Peter Pan alla scoperta del mondo e delle sue mille isole che non ci sono da scoprire e sorvolare. Era un primo della classe involontario, uno di quelli che ti passano il compito in classe e ti strizzano l'occhio. Per me Giorgio però era soprattutto un amico. Un'amicizia durata dieci anni, iniziata e conclusa con delle telefonate. La prima fu quella in cui gli chiesi di recitare nel mio film d'esordio Notte Prima degli Esami. La risposta fu un sì e quel sì cambiò la mia vita e la mia carriera.


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