Delfini, ragni & C. I racconti del coro

di Maurizio Crosetti

Fonte: Robinson La Repubblica - 19/11/2017

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Da Paolo Cognetti a Gaia Manzini, da Matteo Nucci a Paolo Di Paolo, con il piccolo aiuto di Nicola Lagioia: 30 scrittori under 45 ingaggiati da un editor d'eccezione. In una missione comune Qui c'entrano i delfini. E c'entra, naturalmente, lo gnomo Booba. Qui ci sono ragni in testa e fimmine, e qualcuno che parla nel vento con chi non c'è più. Trenta scrittori né giovani né vecchi, età massima quarantacinque anni, "prima che arrivi l'assestamento, quando si è ancora un po' mobili", come dice Alberto Rollo che li ha convocati per questa bizzarra partita. Trenta visioni del mondo per capire Che cosa ho in testa, che è il bel titolo dell'opera consegnata da Baldini&Calstoldi a un'epoca di letture non più così abituate al caro e vecchio impegno. Il libro non è un'antologia, semmai un coro dove ogni voce è nitida e squillante nella moltitudine. Chi classicamente racconta e chi invece spiega o si spiega, tra una narrazione e una riflessione di destini (spesso, tutti in uno, il proprio: si scrive anche per farsi specchio). Così Ivan Carozzi suggerisce che un buco nel duodeno può essere nostalgia del paradiso. Paolo Di Paolo pensa che bisogna provare a essere un po' sinceri, a costo di apparire goffi nella ferocia in cui siamo immersi: "Ho in testa sempre troppe domande: e non so smaltirle, non so che farmene". Federico Baccomo squaderna una strepitosa carrellata di schede/libro inventate ma plausibilissime (irresistibili Cracco, Saviano e Gramellini), Matteo Caccia ci porta sulla collina giapponese dove Itaru ha costruito una cabina telefonica per parlare con i morti, e ogni giorno spazza il sentiero dalle foglie. Uomini, donni, voci. Paola Cereda narra di un paese in cui "fimmina vuole dire meno di masculu", e là sotto c'è il mare. Il gioco nel coro è ritracciare lo scarto nell'armonia, l'individuo.


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