Boralevi, il giallo di una bambina fantasma tra intrighi e segreti di un Veneto plumbeo

di ANDREA VELARDI

Fonte: Il Messaggero - 07/05/2018

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UN RICCO IMPRENDITORE UNA FESTA SINISTRA E UN CONTE SOLITARIO PER UN CRESCENDO DI RIVELAZIONI PIENE DI SUSPENSE «Il corpo è solo dolore. Un urlo lungo. Tutto il suo corpo urla. E finalmente buio». Va incontro al lettore con un prologo trepidante, anticipato da lamentazioni di ascendenza biblica, il thriller vasto, conturbante costruito da Antonella Boralevi attorno alle sorti misteriose de La bambina nel buio. E subito dopo ci proietta nel pieno di un'estate degli anni ottanta, quando Paolo Zanca, ricchissimo fondatore di un'azienda di fili metallici, offre un grande ricevimento per celebrare i venti anni di matrimonio con la moglie Manuela, presso Villa La Favorita nel cuore della campagna veneta. Alla festa, aperta ai bambini, è presente anche Moreschina, l'adorata figlia di undici anni per cui Paolo nutre un culto straordinario e che riempie di felicità una coppia cui non mancano diversioni e torbidezze ben celate. Una felicità spezzata per sempre dalla scomparsa di Moreschina al termine della festa, cui seguono le vane ricerche del corpo e del sospettato principale: un fotografo onnipresente che non è stato reclutato dagli Zanca e di cui nessuno conosce (o rivela!) l'identità


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