Benché postumo, e per di più scritto anche da altri (Moraldi e Sorti), “Malaparte. Morte con me” è il suo romanzo migliore

di Diego Gabutti

Fonte: ItaliaOggi - 15/09/2016

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Malaparte è a Capri dove vaga imbrillantinato e bellissimo (come il bellissimo Cecè) da un party e l'altro, in compagnia del suo più caro amico, il cane Febo («un cane come me»). Bel tenebroso, conversa con gli amici, le più belle se lo contendono, schiaffeggia Edda Mussolini e incontra una maestrina «donna come me».
Già autori d'alcuni best seller internazionali, ignorati (e pare anche un po' censurati) in Italia fino alle recenti riedizioni, Rita Moraldi e Francesco Sorti tentano la strada del pastiche storico e letterario con Malaparte. Morte come me. Scritto in prima persona da un Curzio Malaparte sul punto di morte, che per guadagnarsi il paradiso (su invito della Morte stessa) deve candeggiarsi il karma illustrando per iscritto le proprie colpe e debolezze, il romanzo postumo dell'autore di Kaputt, della Pelle, del Ballo al Kremlino e di Don Camaleo vale le storie da lui firmate in vita.


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