Antonella Boralevi: «Il buio oltre le crepe»

di FRANCESCO OGGIANO

Fonte: Vanityfair.it - 20/04/2018

Nel suo nuovo romanzo, la giornalista e scrittrice racconta un mondo bellissimo. Troppo bello, per essere vero. Perché, spiega in questa intervista, «dietro ogni sfavillante apparenza c'è un angolo buio»

«Siamo tutti stati, almeno una volta nella vita, dei bambini nel buio». Antonella Boralevi sentenzia una verità terrificante, con una vocina lieve. Lo stridore è solo un illusione, che al massimo rafforza la paura. È lo stesso contrappasso che colpisce chi legge il mondo de La bambina nel buio, il suo nuovo libro.

È un mondo bello, bellissimo. E troppo bello, per essere tutto vero. Un mondo lungo 30 anni, intrecciati su due piani narrativi paralleli.

Inizia con una festa sfarzosa nel 1985, in una villa ancora più bella della campagna veneta, dove Paolo e Manuela festeggiano i venti anni di matrimonio davanti a tutta la buona società di Venezia. Champagne, pettegolezzi, allegria, e la loro bambina dolcissima di undici anni, Moreschina. Finisce con una tragedia indicibile.

32 anni dopo, un’inglesina di trent’anni, Emma Thorpe, sbarca a Venezia. Si porta dietro un segreto. E finisce in un Palazzo sul Canal Grande, che nasconde più segreti di lei. La sua avventura, che vedrà anche un conte durissimo e solitario e un commissario siciliano, si concluderà con lo svelamento del mistero di tanti anni prima. «È il mistero del buio che tutti ci abita», racconta Antonella Boralevi, scrittrice di decine di libri, conduttrice di programmi Tv e giornalista. Lei, che questo thriller di 600 pagine l’ha scritto «in un mese e mezzo». E che quella gioia l’ha vissuta prima nella sua Toscana, da giovane proveniente da una buona e antica famiglia, poi nel mondo accademico. «La mia prima vita era quella di filosofa del linguaggio. Dopo la laurea ho cominciato a lavorare con Giovanni Nencioni, un luminare della linguistica»... CONTINUA A LEGGERE


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